Sono venuta a contatto per la prima volta con Internet nel 93, da matricola all’Università: c’erano la riga di comando e ISCA per chattare con gli amici. Poi, nel laboratorio dei SUN, le prime esperienze con Netscape: all’epoca la navigazione grafica ci sembrava troppo lenta per poter prendere piede… Da allora non ho più smesso di frequentare la rete e questa, col tempo, è stata oggetto della mia tesi ed è diventata una buona fetta della mia attività lavorativa. Non mi ha mai sfiorata l’idea di abitarla: approntavo le piattaforme per la presenza di associazioni, enti pubblici, scuole, aziende, spingendo queste realtà verso un uso collaborativo del mezzo, ma ero sempre tecnico, fruitore o spettatore, alla fine. Gli incontri degli ultimi mesi, e fra tutti in particolare quello con Sergio Maistrello e il suo La parte abitata della Rete, mi hanno fatto riflettere, fino a condurmi a questa sera e all’apertura di questo blog. Nelle mie intenzioni attuali, questo vuole essere un diario dell’uso che faccio, per lavoro e passione, della rete e degli strumenti che mette a disposizione, e di quanto leggo, ascolto e sperimento in tema di nuove tecnologie. Sempre più mi accorgo, infatti, di perdere il filo e la memoria delle cose che provo, installo e configuro. Appunti sparsi, dunque.



Lodevole iniziativa, cara Tania, specialmente se la scelta di tenere un diario “pubblico” anzichè registrare le stesse operazioni di memoria storica su usi, scoperte e conoscenze personali su un diario segreto, significa in qualche modo volontà di condivisione e messa a disposizione di quanti possono trovare utili i tuoi appunti. Tuttavia leggendo i primi interventi sorge spontanea una domanda: quali sono i “requisiti di sistema” richiesti all’eventuale aspirante utilizzatore? A me sembrano piuttosto alti, ossia da addetti ai lavori.
Sarebbe una bella sfida cercare di rendere il tutto più comprensibile (e quindi fruibile) ad un numero di persone potenzialmente il più ampio possibile.
Nella duplice ottica della riduzione del digital divide e di quella “economia del dono” alla web 2.0 che ci piace tanto!
Naturalmente mi offro come tester