Installare Linux con LVM2 in un eeepc 901

Fonti:

Fare un live usb con la distribuzione desiderata

Avviare l’eeepc dal liveusb. Quando parte la procedura di installazione bloccatela. Impostate la tastiere in italiano, avviate gparted e cancellate tutte le partizioni presenti sui dischi che volete usare.

Aprite un terminale e lanciate:

sudo apt-get update
sudo apt-get install lvm2 # installa il supporto a lvm sulla live
sudo modprobe dm-mod # carica il modulo relativo
lsmod | grep dm_mod # per vedere se il modulo è stato caricato
sudo fdisk -l # ci fa vedere quanti e quali dischi abbiamo
sudo partprobe # refresh partition table

Use fdisk to create a Linux LVM partiton (Type 8e)

Notes:

  • if you already have your logical volumes set up, you can skip ahead to step 7
  • if you are using Grub Legacy (Linux Mint 7 and earlier), you will need to create a regular partition for /boot. This isn’t needed for Grub2 or LILO.
sudo fdisk /dev/sda # per gestire le partizioni del primo ssd

A questo punto premere in seguenza:

n <invio>
p <invio>
1 <invio>
<invio> # Start (blank means default)
<invio> # End
t <invio> # Change partition type
8e <invio> # 8e = Linux LVM

Abbiamo creato una partizione grande come tutto il primo ssd e ci abbiamo messo il file system lvm; in questo modo la potremo usare come volume fisico parte di un fgruppo di volumi logici.

Premiamo infine w per scrivere effettivamente le suddette modifiche sui dischi.

Analogamente per il seconodo ssd digiteremo:

sudo fdisk /dev/sdb # per gestire le partizioni del secondo ssd

e poi premiamo in sequenza

n <invio>
p <invio>
1 <invio>
<invio>
<invio>
t <invio>
8e <invio>
w <invio>

Ora digitiamo:

sudo partprobe # refresh partition table
sudo pvcreate /dev/sda1 # crea un volume fisico in /dev/sda2 (Initialize your LVM partition)
sudo pvcreate /dev/sdb1 # crea un volume fisico in /dev/sdb1
sudo vgcreate lvmvolume /dev/sda1 # crea un gruppo di volumi logici con /dev/sda2 e lo chiama lvmvolume
sudo vgextend lvmvolume /dev/sdb1 # aggiunge a lvmvolume anche /dev/sdb1

Create your logical volumes

sudo lvcreate -L 2G -n swap lvmvolume # Create a 2GB logical volume called 'swap'
sudo lvcreate -L 14G -n root lvmvolume # Create a 14GB logical volume called 'root'
sudo lvcreate -L 4G -n home lvmvolume # Create a 4GB logical volume called 'home'

If you want your logical volume to use the remaining free space, you can do (*note that the ‘l’ is lower-case this time):

lvcreate -l 100%FREE -n LVNAME VGNAME # Questo l'ho saltato, probabilmente avrei dovuto scrivere lvcreate -l 100%FREE -n home lvmvolume ad esempio....

Activate your volume group:

sudo vgscan --mknodes
sudo vgchange -ay

7. The device nodes will be created in /dev/mapper/YOURVG-YOURLV and will be symlinked in /dev/YOURVG/YOURLV

You must pre-format the logical volumes for the installer to detect them:

sudo mkswap /dev/lvmvolume/swap
sudo mkfs.ext4 /dev/lvmvolume/root
sudo mkfs.ext4 /dev/lvmvolume/home

Ora si può lanciare l’installazione del sistema. Quando sarà il momento di scegliere come partizionare i dischi scegliere manuale e quindi su /dev/sda1 monterò /boot e lo formatterò in ext3. Su dev/lvmvolume/root monterò / e anch’esso lo formatterò in ext3.

Install Linux:
-Start the installer and follow the on-screen instructions until you reach the partitioner.
-Choose manual partitioning (specify partitions manually).
-You should see something like:
/dev/mapper/lvmvolume-swap
/dev/mapper/lvmvolume-root
/dev/mapper/lvmvolume-home
-Choose those, click ‘Change’, and set the filesystem and mountpoints
-In the next step, click “Advanced.” For me, it was trying to install the bootloader to my root logical volume (/dev/lvmvolume/root). Change it to ‘/dev/sda’ or the mbr of your hard drive.
-Continue with the rest of the install like normal,

Finita l’installazione e ancora prima di riavviare il sistema andrà installato lvm anche sul nuovo sistema (l’avevamo installato solo sulla live) altrimenti non funzionerà nulla. At the end of the install, choose ‘Continue testing’

Set up a chroot:

sudo mount /dev/lvmvolume/root /target
sudo mount /dev/lvmvolume/home /target/home
sudo mount --bind /dev /target/dev
sudo mount --bind /dev/pts /target/dev/pts
sudo mount --bind /proc /target/proc
sudo chroot /target

Install LVM2 inside the chroot:

apt-get update
apt-get install lvm2
exit
sudo umount /target/proc /target/dev/pts /target/dev /target/home /target #Umount everything

A questo punto si può riavviare

Mappatura POI tramite foto geotaggate

Obiettivo

Geotaggare un elevato numero di POI (point of interest) nel minor tempo possibile.

Strumenti usati

  • Nokia 6220c-1 (immesso nel mercato a fine 2008 – con Symbian S60 3rd edition) collegato via bluetooth con il data logger GPS ( ha un suo GPS, ma sicuramente quello esterno è più preciso e veloce nella risposta, oltre a permettere un geottagin più esatto, dato che può essere posizionato in un punto diverso rispetto al cellulare che fa la foto)
  • TranSystem 747A+, data logger GPS
  • Location Tagger, applicazione installata sul cellulare (dato che il Nokia usato, vista l’età, non ha la funzione integrata) che aggiunge automaticamente latitudine e longitudine ai dati Exif delle foto
  • ExifTool più ExifToolGUI (non necessario, usato solo per controllare dei tag, qui il download), messi in una stessa cartella come spiegato qui
  • gpx2shp, programma freeware scaricabile gratuitamente da qui (scegliere il file descritto come “win_notest”)

Esportazione di dati da più foto ad un unico file GPX (Reverse Geotagging)

Nel caso si abbiano poche foto, è possibile limitarsi a scaricarle sul pc e a copiarne le informazioni geografiche a mano, con l’aiuto di vari strumenti disponibili (anche online).

Nel caso invece le foto siano tante e si abbia bisogno di ottenere un file GPX, ad esempio per caricarlo come layer su un navigatore o su un GPS, è possibile procedere come indicato qui.

Dato che nel mio caso ho solo waypoint, ho modificato il file fmt: gpxwp2.fmt (togliere l’estensione .odt per utilizzarlo).

Altri link che ho trovato utili:

Nel caso il file debba essere importato in un GIS, è possibile

utilizzare l’utility “GPX2SHP” che in modo autonomo crea due temi in formato shapefile nella stessa cartella in cui sta il file GPX: il modo più semplice per utilizzare questo piccolo software è sufficiente trascinare l’icona del file GPX sopra l’icona del file GPX2SHP.exe; i file creati avranno lo stesso nome del file GPX con un suffisso _trk per identificare il tema lineare della traccia ed il suffisso _wpt per identificare il tema puntuale degli waypoints (fonte: gisblog.it)

Esportazione di dati da più foto ad un unico file (non GPX)

Conversioni da data a UNIX Timestamp e viceversa con OOo

Oggi, dovendo recuperare un’archivio di newsletter da un dump MySQL per trasferirlo a una nuova installazione, mi sono imbattuta nella necessità di convertire una data nel formato UNIX timestamp.

Innanzi tutto, ho scoperto (“l’acqua calda”, penserà qualcuno, ma non sono programmatore!) come viene misurato il tempo nei sistemi operativi Unix e Unix-like: in secondi a partire da quella che viene considerata convenzionalmente come la data di nascita di UNIX, il 1° gennaio 1970.

Grazie poi a un paio di discussioni ([Solved] Timestamp conversion e How to convert a date string in Excel to a unix timestamp), ecco le formule da usare:

  • da data a UNIX Timestamp: GIORNI(A1;DATA(1970;1;1))*86400 con timestamp in A1 e la cella della formula formattata come DD/MM/YYYY HH:MM:SS
  • da UNIX Timestamp a data: B1/86400+DATA.VALORE(“1/1/1970″) con data in B1

Twiki su hosting Aruba

Dopo più di un anno torno a scrivere un post per tener traccia di un’installazione che mi ha fatto un po’ penare tra ieri e oggi, ovvero Twiki su hosting Aruba.

Intanto perchè Twiki. Sto testando un po’ di applicativi open source web-based per poter gestire un team di lavoro, in particolare per groupware e project management. Ma magari di questo renderò conto in un prossimo post, possibilmente tra meno di un anno… Mi sono imbattuta in questo Twiki, che fa parte della famiglia dei corporate wiki. Non è esattamente quello che cercavo, ma dato che già sto prendendo confidenza con MediaWiki e che Twiki è scritto in Perl, ho deciso di provare ad installarlo su uno dei miei hosting Aruba, visto che fino ad ora ho sempre lavorato solo con PHP.

Queste le operazioni da fare:

  1. scaricare il pacchetto, scompattarlo in locale e caricarlo via FTP in una cartella (es. twiki) nella root dello spazio web;
  2. spostare la cartella bin (che è appena stata caricata dentro twiki) in /cgi-bin, dove devono per forza risiedere gli script in Perl per una questione di settaggio per la sicurezza del web server. L’interprete Perl è in /usr/bin/perl, come previsto per default su Twiki. Per avere sempre a disposizione le variabili di sistema dell’hosting e la posizione ed il modo di indicare le due variabili di maggior utilizzo, ovvero il percorso dell’interprete perl e la posizione di sendmail ed il percorso assoluto dello spazio (document_root), è possibile caricare via FTP questo file;
  3. seguendo poi le indicazioni di installazione, è necessario creare il file LocalLib.cfg in twiki/bin, utilizzando come modello twiki/bin/LocalLib.cfg.txt; le modifiche da fare sono $twikiLibPath = "/web/htdocs/www.miodominio.est/home/twiki/lib"; ovviamente, non è possibile operare sul config file di Apache, ma non c’è comunque bisogno di attivare i vari .htaccess, tranne quello in root, nel quale va commentata la riga Options -Indexes (su Aruba non è possibile usare il comando Options) e impostato Redirect /twiki/index.html http://www.miodominio.est/cgi-bin/bin/view
  4. a questo punto si è pronti per le configurazioni, scrivendo http://http://www.miodominio.est/twiki/cgi-bin/bin/configure nella barra degli indirizzi del browser
  5. Twiki sarà poi disponibile su http://http://www.miodominio.est/twiki

In caso di errori incomprensibili, su Aruba mi ha spesso salvato la funzione Riparazione Permissions (disponibile dal Pannello gestione Hosting Linux ), che ripristina le permissions di tutte le directories e files presenti nello spazio web allo stato originale.

Linux a Schio

Come già ben documentato da Dario nel suo blog, dai primi di settembre a Schio è attivo un nuovo LUG. Dopo sondaggi e votazioni, il nome del neonato gruppo si è assestato su AViLUG. Pur se giovane, ha già il suo sito e la sua mailing list e un LinuxDay al suo attivo!

La partecipazione è aperta ovviamente a chiunque, esperti o semplici curiosi. Se il giorno della settimana prescelto per l’incontro pare essere definitivamente il martedì, il luogo di ritrovo è ancora un po’ ballerino: spesso Piazza Telematica a Schio, ma già questa sera c’è l’eccezione. Per informazioni aggiornate è bene riferirsi a questa pagina.

Ancora SchiOSM

La solita presentazione, con qualche aggiornamento (grazie Flavio!), per il LinuxDay a Schio.

A morte Internet Explorer 6!

Basta! Non ne posso più di rincorrere siti che non funzionano come dovrebbero perchè c’è ancora chi utilizza Internet Explorer 6, un browser che è quanto di meno standard ci sia in circolazione. Purtroppo temo che spesso non sia nemmeno colpa degli utenti: la maggior parte di chi, suo malgrado, ne capisce poco, ha comunque gli aggiornamenti automatici. Sono gli utenti aziendali, schiavi del responsabile dei sistemi informativi e della sua politica di aggiornamento, a ritrovarsi con versioni vetuste di browser e player vari. Va bene, capisco che dare accessi da amministratore ai più sia deleterio (oltre che pericoloso e conseguentemente dispendioso), ma allora ci si prenda carico di mantenere i sistemi un minimo aggiornati!

Per quanto mi riguarda, da questo momento faccio pienamente mia la battagli iniziata in Norvegia già a febbraio di quest’anno: nei siti che amministro inviterò gli eventuali utilizzatori del nefasto browser a migrare verso lidi più sicuri.

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Tania Fabrello

Tania Fabrello

Mi interessano le nuove tecnologie come mezzo per far collaborare le persone.

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